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Analisi del periodo, subordinate coordinate e principali: ecco come individuarle

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Analisi del periodo, subordinate e coordinate potrebbero sembrare concetti diversi da quelli appresi esercitandosi con l'analisi logica. Pur essendoci, la differenza non è, però, abissale: se la seconda, infatti, studia le funzioni che parole o i gruppi di parole assumono all’interno della frase, la prima, invece, analizza il ruolo che una frase assume all’interno della complessa struttura del periodo.

Per dirla in altri termini, le domande che dovete tenere presenti sono sempre le stesse; cambia soltanto la terminologia; un complemento di tempo, ad esempio, è equivalente a una proposizione temporale. Ma procediamo con ordine.

Anzitutto, il concetto di frase principale va assolutamente distinto da quello di frase subordinata; partiamo da un esempio:

(A) Sono andato a casa sua, ma non l’ho trovato.

Provate a leggere questo periodo, considerando solo "Sono andato a casa sua" e tralasciando "ma non l'ho trovato"; la prima frase non "suona" come incompleta: chi legge sa che "qualcuno è andato a casa di qualcun altro".

Provate, ora, a fare l'esatto opposto, e cioè a leggere soltanto "ma non l'ho trovato": la proposizione “suona” male, poiché sembra incompleta; la discriminante per individuare una principale è proprio questa: il significato di una reggente non dipende mai dalle altre proposizioni (che comunque potrebbero renderla molto più chiara).

Va messo anche in evidenza che il presupposto necessario per l’esistenza di una qualsiasi proposizione è che ci sia almeno un verbo di modo finito o indefinito; completando il discorso sulla principale, dunque, questa non è altro che una proposizione autonoma con un verbo.


Veniamo ora alle subordinate: è definita così una frase il cui significato dipende dalla principale, che, a sua volta, risulta meglio definita sulla base di informazioni di vario tipo (tempo, spazio, causa e non solo); partiamo dal solito esempio:

(B) Sono andato a casa sua, perché me lo ha chiesto più volte.

Provate a fare ciò che avete fatto con la frase (A). Se leggete solo la principale "Sono andato a casa sua", questa vi risulterà completa; se tralasciate la principale e leggete soltanto "perché me lo ha chiesto più volte", invece, questa proposizione vi risulterà incompleta: è una subordinata; per capirne il senso, infatti, necessitate per forza della principale. Si capisce, cioè, che quel "perché me lo ha chiesto più volte" dà una spiegazione al mio "essere andato a casa sua".

Ma torniamo all'esempio (A): come definiamo "ma non l'ho trovato"? Non si tratta sicuramente di una subordinata. Anzi, se leggete tutto il breve periodo, tralasciando la principale e la congiunzione "ma", vi sembrerà di trovarvi dinanzi a un’altra principale. In effetti, questo tipo di frase si pone allo stello livello della principale, essendo proposizioni coordinate. Ecco una serie di esempi:

(C) Luigi e Marco sono andati al mare e hanno fatto il bagno
(D) Luigi e Marco sono andati al mare, ma non hanno fatto il bagno
(E) Vuoi che Marco e Luigi vadano al mare o vuoi che restino qui?
(F) Non ho detto a Marco e Luigi di venire al mare, pertanto diglielo tu
(G) Non ho detto a Marco e Luigi di venire al mare; infatti, non sono venuti

A seconda del tipo di rapporto che si instaura tra la principale e la coordinata, relazione individuata dalla congiunzione, le proposizioni coordinate possono distinguersi in:

- Copulative, quando la coordinata aggiunge un contenuto negativo o positivo alla principale; si guardi, a titolo di esempio, (C): è chiaro che "hanno fatto il bagno" è una informazione aggiuntiva, di “segno positivo”, rispetto al fatto che "Luigi e Marco sono andati al mare"; l’informazione può essere anche di “segno negativo”, come in questa frase: "Luigi e Marco non studiano, né vogliono lavorare"; in quest’ultimo caso, è "né" la congiunzione;

- Avversative o sostitutive, quando contraddicono in tutto in parte il contenuto della principale; a tal proposito, vale la pena consultare l’approfondimento sulle congiunzioni “ma però”;

- Disgiuntive, quando propongono una alternativa alla principale; l’esempio lampante è dato da (E), dove si chiede a qualcuno di decidere se Marco e Luigi debbano restare a casa oppure andare al mare;

- Conclusive, quando rappresentano la deduzione logica della principale; si veda (F): la deduzione logica consiste in quel "pertanto diglielo tu" (dato che "io non ho detto a Marco e Luigi di venire al mare");

- Esplicative, quando forniscono una spiegazione, precisano o riformulano quanto è stato detto nella principale; un esempio è dato dal periodo (G).

Qui di seguito, vi propongo le congiunzioni usate con più frequenza in ogni tipo di coordinata:

- Copulativa : "e" "né" "non... né" "né... né";
- Disgiuntiva: "o" "oppure" "ossia" "ovverosia";

- Avversativa: "ma" "però" "tuttavia";
- Sostitutiva: "bensì";
- Conclusiva: "quindi" "dunque" "pertanto" "perciò";
- Esplicativa: "infatti" "difatti".

Per le subordinate, invece, consultate i nostri approfondimenti

Ricordate, infine, che una congiunzione è diversa da una preposizione, in quanto quest'ultima introduce un complemento e la prima una proposizione.