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Grammatica Italiana: avverbio, preposizione o congiunzione? Ecco come distinguerli [ESERCIZI]

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Avverbio o preposizione? Avverbio o congiunzione? Anche l'analisi grammaticale presenta alcuni problemi: distinguere queste parti del discorso, infatti, non è semplice; come se non bastasse, l'argomento non è trattato con la dovuta attenzione in diversi manuali scolastici: prese singolarmente, le congiunzioni sono facili da individuare; anche gli avverbi e le preposizioni; in questo caso, tutto è molto più complicato. Ma veniamo al dunque.

e sottolineato che tali questioni sono discusse dagli stessi linguisti, partiremo da esempi concreti per capire quando la stessa parola svolge funzioni diverse; nelle seguenti frasi, per esempio, "dopo" funge sia da avverbio sia da preposizione sia da congiunzione:

(A) Dopo l'esame, andrò a casa
(B) Dopo aver sostenuto l'esame, andrò a casa
(C) Dopo andrò a casa

In (A) introduce un complemento (regge, infatti, il sintagma nominale l'esame); in (B), invece, una subordinata (regge, infatti, la frase aver sostenuto l'esame); in (C), infine, modifica la frase stessa, aggiungendo una marca di tipo temporale (quando andrò a casa? Dopo). Rifacendoci alle premesse, quindi, in (A) dopo è una preposizione, in (B), una congiunzione; in (C), infine, un avverbio, in quanto modifica l'intera frase. 

Passiamo alla parola "senza"; le frasi sono due:

(A) Senza di te, avrei perso tutto
(B) Senza conoscere, non si può giudicare

Nel primo caso, senza introduce un complemento; quindi, è una preposizione; nel secondo, invece, una frase; quindi, è una congiunzione. Limitatamente a questo caso, se dopo la parola c'è un verbo (non un infinito sostantivato, ovviamente), parliamo di congiunzione; altrimenti, di preposizione.

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