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Coniugazione del verbo "esistere": l'imperfetto è "esisteva" o "esistiva"?

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“Esisteva” o “esistiva”? Potrebbe sembrare strano, ma esistono anche incertezze di questo tipo: per i motivi più disparati, qualcuno potrebbe essere indotto a pensare che la seconda sia la forma corretta del verbo; così non è (e, per fortuna, in data 22 dicembre 2012 le attestazioni di "esistiva" sono poche migliaia): "esistere" alla terza persona singolare dell’indicativo imperfetto fa "esisteva" e non *esistiva; lo stesso vale per "insistere", che fa "insisteva", e tutti i verbi simili ("persistere", "consistere" e via dicendo).

"Esistere" è un verbo regolare della seconda coniugazione; segue, perciò, il paradigma dei verbi in -ere, che all'imperfetto è -evo/i/a - amo/ate/ano:

Io esistevo
Tu esistevi
Lui/lei esisteva

Noi esistevamo
Voi esistevate
Loro esistevano

Per completezza, riportiamo la definizione che di "esistere" dà il Sabatini-Coletti:

"1 Avere realtà effettiva: Dio esiste? 2 Con sogg. perlopiù posposto, esserci: non esistono prove; non esiste persona capace di batterlo  fam. non esiste!, non è possibile! 3 Vivere: ha cessato di e.".