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Pitagora, la ‘dottrina dei numeri’ è la sostanza di ogni cosa

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Oggi Pitagora fa la sua comparsa nella rubrica Il Linguaggio della Filosofia, a testimonianza del fatto che il pensiero dei filosofi è stato fondamentale, e lo è tuttora, non solo per le cose del mondo, ma anche per l’importante contributo che ha dato alla formazione della matematica e di tutte quelle discipline a essa correlate. Mettiamo da parte la geometria e il famoso teorema, per parlare di una speculazione filosofica di grande spessore, la dottrina dei numeri.

Pitagora fu il primo ad asserire che ogni cosa è un numero. Può sembrare, di primo acchito, una affermazione esagerata, che riduce tutto, uomo compreso, a una stupida cifra senza valore; siccome, però, in filosofia non ci si ferma mai definitivamente alla semplice apparenza e alla superficie delle cose, non ci resta che andare più in profondità: cosa intendeva dire realmente Pitagora?

Tutto ciò che esiste, secondo lui, ha come sostanza un numero, che, in un certo senso, rappresenta la risposta alle domande che l’uomo si pone. Attraverso i numeri, per esempio, si capisce qual è il movimento degli astri, in che modo e quando si succedono le stagioni, si scoprono i meccanismi che funzionano in natura così bene da renderla perfetta e armoniosa.

Tutto è soggetto a una divisione insanabile, secondo Pitagora, e nessuno vi si può sottrare: gli opposti esistono e sono i responsabili della diversità, convivono insieme, rendendo possibile l’armonia. Detto questo, se tutto fa parte di questo ‘gioco di contrasti’, anche i numeri, che sono l'essenza del tutto, devono subire la stessa identica sorte. Non per niente, vengono distinti in pari e impari: i primi sono espressione dell’infinito, dell’indeterminato, dell’incompiuto, e quindi dell’imperfezione; i secondi, invece, del determinato, del finito e quindi della perfezione. Una cosa infinita e senza limiti non ha una ‘forma precisa’, non può essere percepita correttamente; quella finita e compiuta, sì, ed è inimitabile avendo una forma ben precisa: ecco perché è perfetta. Fa eccezione a questa suddivisione il numero uno, che viene definito parimpari perché ha la facoltà di rendere pari i numeri dispari, e dispari quelli pari: seguendo la logica di Pitagora e della sua scuola, tra un numero e l’altro si fanno esclusivamente balzi in avanti e indietro di una sola unità alla volta.

Il filosofo individua ben dieci opposti:

1) Limite, illimitato;
2) Impari, pari; 
3) Unita, molteplicità; 
4) Destra, sinistra; 
 5) Maschio, femmina; 
6) Quiete, movimento; 
7) Retta, curva; 
8) Luce, tenebre; 
9) Bene, male; 
10) Quadrato, rettangolo.

Tutto è un numero, insomma. E voi, in quale delle dieci cifre vi rivedete?


Pascal Ciuffreda