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Esempi di frasi con punto e virgola: poche regole di punteggiatura, ottimi risultati

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esempi di frasi con punto e virgola
I seguenti esempi di frasi con punto e virgola ci permetteranno di spiegare più facilmente alcune regole di punteggiatura e sottolineare che non esistono soltanto il punto e la virgola; capita anche tra i laureati, infatti, che quest'ultima sia utilizzata sempre e comunque, anche laddove serve un segno di pausa forte.

Lo abbiamo già detto parlando dell'uso corretto del punto, ma in questa occasione va ribadito: se nei contesti meno controllati il punto e virgola non è necessario (anche perché, ad esempio, il computer imporrebbe pure l'utilizzo del tasto "shift" in combinazione con quello della virgola), in quelli più sorvegliati, l'utilizzo esclusivo di virgole denoterebbe senz'altro scarsa capacità di dominare i segni di interpunzione; non è neanche difficile trovare un punto (che, come il punto e virgola, è un segno di pausa forte): sempre meglio che sostituirlo con una virgola, starete pensando, e, in effetti, è proprio così, visto che quest'ultima, essendo un segno di pausa debole, assolve tutt'altra funzione; è importante saper distinguere, però, il punto dal punto e virgola. 

Le parole della lessicografa Valeria Della Valle e dello storico della lingua italiana Giuseppe Patota, autori del libro Il nuovo salvalingua, sono utilissime a tal proposito:

"Il punto e virgola si usa quando tra due frasi c'è un'interruzione forte sul piano della forma (le frasi sono autonome e separate), ma non c'è interruzione forte sul piano del contenuto: ciò che viene detto dopo il punto e virgola è fortemente legato a ciò che è stato detto prima. Dato questo legame, il punto non sarebbe adatto, e si preferisce il punto e virgola".

Proviamo a fare un esempio concreto di uso del punto e virgola:

"Non vorrei giocare a carte oggi, perché mi sono alzato piuttosto presto e fare tardi non sarebbe il caso; vedere la tv, invece, mi rilasserebbe di più: non avercela con me, ma sono proprio stanco".

Il soggetto spiega prima perché non vuole giocare a carte e poi dice che vorrebbe vedere la tv, in quanto molto stanco: è come se rispondesse a una proposta negativamente, per poi effettuare una controproposta, non senza motivarla (con ciò che è scritto dopo i due punti); i "blocchi" separati dal punto e virgola, insomma, non sono molto distanti sul piano del contenuto.

Introdotto per la prima volta da Aldo Manuzio in una edizione particolare del Petrarca stampata a Venezia nel 1501 - Le cose volgari di messer Francesco Petrarca -, il punto e virgola rientra anche fra gli argomenti di Italiano. Grammatica, Sintassi e dubbi di Luca Serianni:

'[...] Talvolta il suo uso è legato alle abitudini dei singoli scriventi, ma, in generale, si può osservare che il punto e virgola ricorre preferenzialmente nei seguenti casi: A) Per separare due proposizioni coordinate complesse [come in ndr] La lotta dei signori tra loro non ha nulla a che fare con una vendetta tramandata di padre in figlio; né si tratta di una lotta politica reale, fra conservatori e progressisti, anche quando, per caso, prende quest'ultima forma. B) Nelle enumerazioni di unità complesse (cioè non costituite da singoli vocaboli né da sintagmi elementari). C) In luogo della virgola, quando essa possa ingenerare equivoco: Un fruscìo; il braccio di Michele scivolò dietro la schiena della donna e le circondò la vita'.

I due "blocchi" non sono altro che due coordinate complesse, le quali non possono essere separate da una virgola (semplicemente perché lo stesso fiato non basterebbe e vi costringerebbe a una pausa forte) né da un punto, visto che non c'è un cambiamento radicale di contenuto.

Sembra difficile, ma, se considerate che potete gestire il discorso come meglio credete, e che le regole di punteggiatura non sono molte, arriverete presto alla conclusione che certe "montagne insormontabili" in realtà non lo sono affatto.