Poesia per un amico morto, componimenti da dedicare a chi non c'è più

Di seguito troverete più di una poesia per un amico morto da leggere o copiare in un quaderno, da inviare ai genitori o ad altre persone colpite da questo tragico lutto; sono tanti insomma gli usi che potrete farne. A prescindere da tutto però ogni poesia vi aiuterà a scavarvi dentro e ad affrontare il dolore avvicinandovi a chi lo ha vissuto come voi in prima persona


raffigurazioni della morte
In questo articolo troverete più di una poesia per un amico morto: dolci componimenti da copiare e incollare su Facebook, da condividere su Whats App o (com'è più ovvio) da leggere in silenzio, ricopiare su un quaderno e rileggere quando se ne avrà voglia, quando nel bel mezzo della nostra giornata ci verrà la nostalgia per una persona a noi cara o durante le occasioni più solenni; questi componimenti poetici infatti non rappresentano solo uno dei modi più belli per dire addio a un amico scomparso ma anche uno di quelli più utili per riflettere sulla morte di una persona importante e cercare di superare il dolore. La scrittura e la lettura sono un potente mezzo di cura e anche in questo caso leggere, condividere la sofferenza, scavarsi dentro attraverso le rime dei poeti potrebbe essere un'esperienza significativa.

Gli autori che abbiamo scelto per proporvi delle poesie da dedicare a un amico scomparso sono molto conosciuti e hanno fatto la storia della letteratura: troverete due bei componimenti di poeti italiani, All'amico che dorme di Cesare Pavese e In morte del fratello Giovanni di Ugo Foscolo, e tre componimenti stupendi della letteratura internazionale, vale a dire L'Amicizia di Kahlil Gibran, Chiedo Silenzio di Pablo Neruda e A te si giunge solo attraverso di te di Pedro Salinas.

Non tutte le poesie sono dedicate a un amico morto ma tutte fanno riferimento alla morte e possono essere adattate senz'altro. Pavese è un maestro nella descrizione della sofferenza e del dolore, dell'impossibilità di far qualcosa per cambiare ciò che è stato (uno dei temi principali della sua opera - ricordiamo tra gli altri La casa in collina e La luna e i falà - è proprio la solitudine). Partiremo da lui e dalla sua poesia All'amico che dorme

Cesare Pavese, All'amico che dorme

Che diremo stanotte all'amico che dorme? 
La parola più tenue ci sale alle labbra 
dalla pena più atroce. Guarderemo l'amico, 
le sue inutili labbra che non dicono nulla, 
parleremo sommesso. 
La notte avrà il volto 
dell'antico dolore che riemerge ogni sera 
impassibile e vivo. Il remoto silenzio 
soffrirà come un'anima, muto, nel buio. 
Parleremo alla notte che fiata sommessa. 

Udiremo gli istanti stillare nel buio 
al di là delle cose, nell'ansia dell'alba,
che verrà d'improvviso incidendo le cose 
contro il morto silenzio. L'inutile luce 
svelerà il volto assorto del giorno. Gli istanti 
taceranno. E le cose parleranno sommesso.

Ugo Foscolo, In morte del fratello Giovanni

Perché tra le poesie per un amico morto abbiamo voluto inserire In morte del fratello Giovanni di Ugo Foscolo? In alcuni casi un amico è più di un amico: è come un fratello che ci è stato vicino nel momento del bisogno e che ha vissuto con noi anche le gioie più belle; ci ha teso la mano quando eravamo in difficoltà e molte risate ce le siam fatte anche grazie a lui.

In questo sonetto, uno dei più belli di Ugo Foscolo, l'autore (in esilio quando lo scriveva nel 1803) commemora la morte del fratello; suggestivo il richiamo alla Madre che parla "di me col tuo cenere muto" nella seconda strofa e potente è il richiamo della morte nella terza strofa. 

Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo 
di gente in gente, me vedrai seduto 
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo 
il fior de' tuoi gentil anni caduto. 

La Madre or sol suo dì tardo traendo 
parla di me col tuo cenere muto, 
ma io deluse a voi le palme tendo 
e sol da lunge i miei tetti saluto. 

Sento gli avversi numi, e le secrete 
cure che al viver tuo furon tempesta, 
e prego anch'io nel tuo porto quiete. 

Questo di tanta speme oggi mi resta! 
Straniere genti, almen le ossa rendete 
allora al petto della madre mesta. 

Kahlil Gibran, L'Amicizia (Il Profeta)

Più che una poesia L'Amicizia di Kahlil Gibran è un pensiero molto profondo che potete trovare in un libro bellissimo dell'autore, Il Profeta, una raccolta di sermoni relativi a vari aspetti della vita. Lo stile di Kahlil Gibran è inconfondibile e le sue parole arrivano dritte al cuore: sono senz'altro un potente strumento di riflessione per tutti coloro che si trovano a vivere un momento difficile come la morte di un amico.

E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.
E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. 
È la vostra mensa e il vostro focolare. 
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione,
né abbiate paura di contraddirlo. 
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e
viene condiviso con inesprimibile gioia. 
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi: 
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito. 
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano. 
E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? 
Cercatelo sempre nelle ore di vita. 
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. 
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. 
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora. 

Pablo Neruda, Chiedo silenzio

Una poesia che colpisce senza troppe metafore e giri di parole è proprio la bellissima Chiedo silenzio di Pablo Neruda. Uno dei versi più belli è senza dubbio quello in cui l'autore scrive di non temere per chi è morto perché non è morto davvero: "accade che sto per vivere. / Accade che sono e che continuo". La morte infatti è solo l'inizio di una nuova vita, una vita eterna lontana dalle sofferenze e illuminata dalla presenza di Dio.

Ora, lasciatemi tranquillo.
Ora, abituatevi senza di me. 
Io chiuderò gli occhi
E voglio solo cinque cose,
cinque radici preferite.
Una è l’amore senza fine.
La seconda è vedere l’autunno.
Non posso vivere senza che le foglie
volino e tornino alla terra.
La terza è il grave inverno,
la pioggia che ho amato, la carezza
del fuoco nel freddo silvestre.
La quarta cosa è l’estate
rotonda come un’anguria.
La quinta cosa sono i tuoi occhi.
Matilde mia, beneamata,
non voglio dormire senza i tuoi occhi,
non voglio esistere senza che tu mi guardi:
io muto la primavera
perché tu continui a guardarmi.
Amici, questo è ciò che voglio.
È quasi nulla e quasi tutto.
Ora se volete andatevene.
o vissuto tanto che un giorno
dovrete per forza dimenticarmi,
cancellandomi dalla lavagna:
il mio cuore è stato interminabile.
Ma perché chiedo silenzio
non crediate che io muoia:
mi accade tutto il contrario:
accade che sto per vivere.
Accade che sono e che continuo.
Non sarà dunque che dentro
di me cresceran cereali,
prima i garni che rompono
la terra per vedere la luce,
ma la madre terra è oscura:
e dentro di me sono oscuro:
sono come un pozzo nelle cui acque
la notte lascia le sue stelle
e sola prosegue per i campi.
È che son vissuto tanto
e che altrettanto voglio vivere.
Mai mi son sentito sé sonoro,
mai ho avuto tanti baci.
ora, come sempre, è presto.
La luce vola con le sue api.
Lasciatemi solo con il giorno.
Chiedo il permesso di nascere.

Pedro Salinas, A te si giunge solo attraverso di te

La poesia A te si aggiunge solo attraverso di te è il componimento giusto con cui chiudere la raccolta di poesie per un amico che non c'è più: la riflessione dell'autore è profonda e il suo stile è suggestivo e coinvolgente. Riesce difficile non commuoversi ed è senz'altro una delle poesie più belle che abbiamo mai letto (ne trovate delle altre nei componimenti da dedicare a un figlio morto, in cui ci sono anche delle poesie generiche sulla morte).

A te si giunge solo
attraverso di te. Ti aspetto.
Io certo so dove sono,
la mia città, la strada, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Ma non so dove sono stato
con te.
Lì mi hai portato tu.
Come
potevo imparare il cammino
se non guardavo altro
che te,
se il cammino erano i tuoi passi,
e il suo termine
l'istante che tu ti fermasti?
Cosa ancora poteva esserci
oltre a te offerta, che mi guardavi?
Ma ora,
quale esilio, che assenza
essere dove si è!
Aspetto, passano treni,
il caso, gli sguardi.
Mi condurrebbero forse
dove mai sono stato.
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te, tornare. 
Quale immensa novità
tornare ancora,
ripetere, mai uguale,
quello stupore infinito!
E finché tu non verrai
io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni,
delle scie, immobile.
Perché so che là dove sono stato
né ali, né ruote, né vele
conducono.
Hanno tutte smarrito il cammino.
Perché so che là dove sono stato
si giunge solo
con te, attraverso di te

Una poesia per un amico morto non è una banalità né solo un insieme di frasi scritte che forse sarebbe meglio non leggere per non soffrire ulteriormente: la lettura e la scrittura sono davvero un potente mezzo per scavarsi dentro e affrontare il dolore, ci mettono in contatto con chi ha vissuto e provato la nostra stessa sofferenza; esse creano un ponte indistruttibile tra esseri umani che non si conoscono e che grazie alla condivisione si sentono più vicini gli uni agli altri.

Trovate di seguito altri pensieri sulla morte di un amico:
Speriamo con queste poesie per un amico morto di aver contribuito nel nostro piccolo a rendere le vostre giornate meno tristi.

La foto è tratta da Pixabay.com

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Poesia per un amico morto, componimenti da dedicare a chi non c'è più
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