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Divisione in sillabe, regole generali ed eccezioni [ESERCIZI]


divisione-in-sillabe-grammatica-italianaLa divisione in sillabe consiste nell'individuare il numero di sillabe che compongono una parola. Argomento piuttosto complesso di grammatica italiana, in alcuni casi può rendere la vita dello studente davvero difficile: anche se spesso ci si aiuta con una scansione ritmica del lemma, esistono delle regole che non sono facilmente intuibili; pensate, per esempio, alla parola astratto e ai dubbi che desta s: la divisione va fatta come as.trat.to oppure come a.strat.to? Regola vuole che s faccia gruppo con la sillaba successiva e non con la precedente, anche se di intuibile c'è ben poco.
Prima di procedere con le regole per una corretta divisione in sillabe, vale la pena soffermarsi sulla definizione fonetica della sillaba (Albano Leoni e Maturi 1998, 70):

La sillaba rappresenta un’unità prosodica costituita da uno o più foni agglomerati intorno a un picco d’intensità

Nella parola cittadino, per esempio, i suoni risultano distribuiti e raccolti attorno a un picco di intensità (il suono più forte) in questo modo:

- /c/ e /t/ attorno alla /i/
- /t/ attorno alla /a/
- /d/ attorno alla /i/
- /n/ attorno alla /o/

Non è difficile notare come le consonanti siano foni (o suoni linguistici) che circondano le vocali e quest'ultime, di conseguenza, quelle che vengono attorniate; ciò permette di sottolineare sin da subito che la consonante non può costituire da sola una sillaba (in quanto non può costituire “picco d’intensità”); la vocale, invece, sì; questo in italiano almeno.
Ma veniamo alla divisione in sillabe [Luca Serianni, Le Garzantine, 1997, Garzanti Libri spa, Milano], sottolieando che questi standard sono stati fissati nel 1969 dall’Ente Nazionale Italiano di Unificazione, dopo una serie di discussioni sul carattere problematico della suddivisione:

- Una vocale iniziale di parola, seguita da una sola consonante, costituisce da sola una sillaba. La parola asola, per esempio, è divisa così: a.so.la;

- Una consonante seguita da vocale - anche x - fa sillaba con quest’ultima. Prendiamo ancora la parola asola come punto di riferimento: s e o fanno sillaba, perché la prima è una consonante e la seconda è una vocale. Lo stesso vale per “la”;

- I gruppi di foni grafici, definiti drigrammi e trigrammi - vale a dire quelli che non vengono pronunciati durante l’emissione del suono, ma solo scritti - non vanno assolutamente divisi. Appartengono a questo tipo di nessi “ch”, “gh”, “gl”, “gn”, “sc”, “cia”, “cio”, “ciu” e via dicendo, in cui h e i sono indicati semplicemente per far capire che c si pronuncia come in cane e non come in cinema, citando soltanto il primo caso; in parole come gnomo e aglio, inoltre, i gruppi gn gl hanno un solo suono; quindi, non scomponibile. La sillabazione, in questi casi, sarà la seguente: chela in che.la; gnomo in gno.mo; aglio in a.glio; ciao in cia.o;

- b, c, d, f, g, p, t, v + l/r non si dividono mai. Per esempio: cablare non sarà diviso in *cab.la.re ma in ca.bla.re; reclamo non sarà *rec.la.mo ma re.cla.mo;

- La s va sempre con la consonante della sillaba successiva. La parola listino non sarà divisa in lis.ti.no ma in li.sti.no: la sillaba alla quale la /s/ si lega non è /li/ ma /ti/;

- Le doppie, ovviamente, vanno sempre divise (anche il gruppo cq va considerato come fosse una doppia). La divisione di gatto sarà, quindi, gat.to; acqua, invece, sarà divisa in ac.qua;

- I dittonghi e i trittonghi non si dividono mai. Ciao sarà diviso in cia.o; aiuto in a.iu.to e così via;

- Lo iato consiste in una separazione; quindi, due vocali in iato non saranno mai nella stessa sillaba. Esempio: aereo si divide in a.e.re.o;

- Tutte le altre consonanti, non menzionate nei punti precedenti, vanno sempre divise. Palma, per esempio, si divide in pal.ma; non c’è alcuna regola, infatti, che stabilisce il contrario;

- Nelle parole con tre o più consonanti la divisione avviene tra la prima e la seconda. Pensiamo alla parola sempre; questa va divisa in sem.pre, perché, essendo il gruppo mpr costituito da tre consonanti, la prima, m, va separata dalla seconda, p.

Per completezza, in base al numero di sillabe le parole vengono classificate in:
- Monosillabi, composti da una sola sillaba (es. "re" "se" "sta");
- Bisillabi, formati da due sillabe (es. "regno" "serpe" "stato");
- Trisllabi, costuiti da tre sillabe (es. "regnante" "serpente" "statale");
- Quadrisillabi, con quattro sillabe (es. "regnavamo" "serpeggiare" "statalista");
- Polisillabi, con un numero di sillabe maggiore di quattro ("statalizzare").



6 commenti:

  1. Buongiorno,
    mi chiamo Giuliano Pascali,
    sono l'autore di Gerolamo dizionario (dizionariosinonimicontrari.it)
    e anche di Gerolamo Sillabatore,
    (sillabare.it)
    un prodotto molto versatile per un istantanea sillabazione.
    Ho visto che avete trattato argomenti simili nel vostro sito, volevo quindi invitarvi a provare il sillabatore e se volete scrivere qualcosa sul vostro sito.
    Spero la cosa vi risulti interessante,
    Cordiali Saluti

    Giuliano Pascali

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    1. Gent.mo Giuliano Pascali,
      per la pubblicità al suo dizionario, mi contatti pure via e-mail: si tratta di un servizio che offriamo a pagamento e non gratuitamente. Grazie, comunque, per averci messo a conoscenza della sua bella iniziativa!

      MIK

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    2. e l'apostrofo?

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  2. ossia... ad 'un'istantanea sillabazione' non ce lo metti? :(

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  3. Davvero interessante

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