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C’è differenza tra iato e dittongo: ecco come riconoscerli [ESERCIZI]

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La differenza tra iato e dittongo non è sempre facilmente individuabile, anche per chi ha delle buone basi di fonetica e fonologia. Prima di proporvi alcune parole con iati e dittonghi, proprio per rendere il concetto più chiaro, è bene rimarcare a cosa facciamo riferimento quando parliamo degli uni e degli altri: lo "iato" corrisponde a una separazione tra vocali forti (a e o oppure i e u accentate); il "dittongo", invece, all’unione di due vocali, una aspra e una dolce, secondo quanto già riportato in una approfondimento su iati, dittonghi e trittonghi.

Lì si può leggere che i dittonghi "consistono nell’incontro tra una vocale aspra e una vocale dolce non accentata. Se la vocale dolce segue quella aspra (Maurizio, lei), avremo un dittongo discendente; se, invece, la precede (uova, ieri), è un dittongo ascendente. C’è da fare una ulteriore precisazione: il dittongo può formarsi [...] dall’incontro di due vocali dolci, [...] anche se accentate (si pensi a guida)".

Qui di seguito, troverete una lista di parole con dittongo (A) e parole con iato (B):

(A) Auguri, uova, muore, cielo, aloe, iato, fiato, liana, fieno, fiele, Siena, piena, assieme, maschio, fischio, Maurizio, Luana, Fiona eccetera;
(B) Zii, mio, aereo, maestra, ciao, miao, aleatorio, geologia, teologia, Faenza eccetera.

Nel primo caso, in ogni parola ci sono una vocale forte e una vocale dolce, che, incontrandosi, formano quasi un unico suono (pensate a uo di "uova", per esempio); nel secondo caso, sono vicine due vocali forti, i cui suoni, però, sono ben distinti (ae di "maestra", per esempio).

Se dividete in sillabe le prime parole, quindi, dovrete dividere le vocali dello iato e non quelle che, invece, formano un dittongo.

Ora vi sentite pronti a sufficienza per un test su iati, dittonghi, trittonghi e sillabe?