C’è differenza tra iato e dittongo: come riconoscerli con spiegazione ed esercizi

In questo speciale troverete spiegata la differenza tra iato e dittongo: dopo la spiegazione su come riconoscerli vi proporremo degli esercizi che vi permetteranno di mettere alla prova le vostre conoscenze e verificare di conseguenza se avete capito proprio tutto sull'argomento. Buon italiano a tutti!


foto belle di omini a scuola
La differenza tra iato e dittongo non è sempre facile da capire, soprattutto all'inizio delle lezioni sulla divisione in sillabe. Oggi vi spiegheremo proprio come si fa a distinguere i casi in cui in una parola c'è un dittongo e i casi in cui invece c'è uno iato e faremo dei cenni anche ai trittonghi, che vanno trattati come se fossero dei dittonghi (con la sola differenza che i primi sono costituiti dall'unione di due sillabe mentre i secondi da tre). Niente di difficile ovviamente: come per ogni argomento di grammatica italiana, basta leggere con attenzione la spiegazione, ripeterla un po' e poi verificare cosa si è capito con gli esercizi: sono questi ultimi il segreto di un buon apprendimento perché è solo attraverso l'esercizio che potete fissate ciò che sapete e scoprite casi nuovi a cui magari non avevate mai pensato.

Diciamolo subito però: in alcuni casi la divisione in sillabe può mettere in difficoltà anche chi ha delle buone basi di fonetica e magari si è esercitato a lungo. Ecco perché vi consigliamo di non prendere mai sottogamba anche gli argomenti che possono sembrarvi facili: c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare, qualcosa di inaspettato, qualcosa che insomma può creare dei problemi. Ad ogni modo non preoccupatevi: con questo approfondimento cercheremo di spiegarvi la differenza tra il dittongo e lo iato nel modo più semplice possibile.

Per rendere il concetto più chiaro prima di proporvi alcune parole con iati e dittonghi è importante rimarcare a cosa facciamo riferimento quando parliamo degli uni e quando parliamo degli altri: lo iato corrisponde a una separazione tra vocali forti (a e o oppure i e u accentate); il dittongo invece all'unione tra due vocali, una aspra e una dolce, secondo quanto abbiamo già scritto su iati, dittonghi e trittonghi

Sintetizziamo qui di seguito ciò che potete leggere nel dettaglio nella spiegazione che vi abbiamo linkato: i dittonghi "consistono nell'incontro tra una vocale aspra e una vocale dolce non accentata. Se la vocale dolce segue quella aspra (Maurizio, lei), avremo un dittongo discendente; se, invece, la precede (uova, ieri), è un dittongo ascendente. C’è da fare una ulteriore precisazione: il dittongo può formarsi [...] dall'incontro di due vocali dolci, [...] anche se accentate (si pensi a guida)".

Alcune considerazioni importanti: è facile capire come individuare il dittongo standard, cioè quello formato da una vocale aspra e una dolce (a e o sono le vocali aspre mentre i e u sono quelle dolci); spesso però ci si confonde quando la vocale dolce è accentata: ebbene, se trovate i e u accentate queste diventano delle vocali forti ed è per questo che vi troverete dinanzi a uno iato.

Facciamo subito un esempio: ia è un dittongo in ciliegia, Giacomo, Gianni ecc. ma non lo è in zia, mia, Lia proprio perché in queste ultime parole la i è accentata ed è una vocale forte. Tutto chiaro, no? Qui di seguito troverete una lista di parole con dittongo e parole con iato per chiarire ancor di più quanto detto:
  1. Parole che contengono un dittongo: Auguri, uova, muore, cielo, aloe, iato, fiato, liana, fieno, fiele, Siena, piena, assieme, maschio, fischio, Maurizio, Luana, Fiona ecc;
  2. Parole che contengono uno iatoZii, mio, aereo, maestra, ciao, miao, aleatorio, geologia, teologia, Faenza ecc.
Cerchiamo ora di commentare i vari esempi che vi abbiamo fatto ricordandovi che in questa lezione troverete proprio tutte le regole sulla divisione in sillabe: abbiamo trattato tutti i casi, perciò se avete dei dubbi basta cliccarci sopra per risolverli subito. Ci sono molti esempi, parliamo ancora una volta della differenza tra dittongo e iato e siamo sicuri che il tutto vi tornerà molto utile.

Ma ora commentiamo gli esempi: nella prima lista di parole in ogni parola ci sono una vocale forte e una vocale dolce che incontrandosi formano quasi un unico suono (pensate a uo di uova); nel secondo caso sono vicine due vocali forti, i cui suoni però sono ben distinti (ae di "maestra"). Provate a pronunciare le parole che vi abbiamo segnalato: vedrete che il concetto vi risulterà molto chiaro.

Un'ultima spiegazione infine sui dittonghi ascendenti e su quelli discendenti: non fatevi prendere dal panico e seguite attentamente quanto abbiamo scritto già; se la vocale dolce viene dopo quella aspra (es. miele, cialda ecc.) allora c'è un dittongo discendente mentre se quella aspra viene dopo quella dolce (astronauta, euristico ecc.) allora c'è un dittongo discendente. Ricordate poi che a seconda del tipo di dittongo la vocale dolce sarà chiamata semivocale o semiconsonante. In ogni caso lo ripetiamo: se fate la divisione in sillabe dovrete dividere le vocali dello iato e non quelle che formano un dittongo.

Ora vi sentite pronti a sufficienza per esercizi e test su iati, dittonghi, trittonghi e sillabe? Ne trovate quanti ne volete qui di seguito:
C'è differenza tra iato e dittongo insomma e non dovete sbagliare perché si tratta di un errore grave che in un compito scritto (o in un test per un concorso pubblico) ha un certo peso. Leggete, leggete e leggete ma soprattutto esercitatevi! 


La foto è tratta da Pixabay.com

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LINKUAGGIO?: C’è differenza tra iato e dittongo: come riconoscerli con spiegazione ed esercizi
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