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“Ma però” si può dire e scrivere oppure è un errore grammaticale? Come usare le due congiunzioni



foto di sagoma nera con occhialiSe ma però si può dire oppure no? Stiamo cercando di dare una risposta a queste domande così banali in apparenza, proprio per dimostrarvi che pure un quesito che in genere si liquida con un no secco necessiti di chiarimenti approfonditi e, soprattutto, di riflessioni linguistiche di un certo tipo: non si può pretendere di ragionare sulla lingua italiana come se fosse un insieme di regole arbitrarie, e senza considerare, tra l'altro, le tante variabili che la influenzano. Cerchiamo di fare il punto della situazione, insomma, non solo rispondendo alla domanda, ma andando anche oltre, e cioè motivando la risposta e sottolineando perché non siamo dinanzi a un erroraccio di quelli imperdonabili (un po' come abbiamo già fatto per il tanto condannato *a me mi piace, che sarà di sicuro uno degli errori che anche il parlante semicolto riesce a individuare in una conversazione: tanto sembra che si corregga solo quello, ormai, non solo nelle scuole ma ovunque).

Ma veniamo al dunque: ma però si può dire, ma non si può scrivere, e comunque, anche nel primo caso il suo uso va limitato ai soli contesti informali: qualcuno vi avrà risposto senz'altro così, e si tratta di una considerazione giusta; in effetti, anche se non siamo dinanzi a un erroraccio, è bene limitare l'uso delle due congiunzioni al parlato informale - come succederebbe per *a me mi piace et similia -, senza usarle per niente nel parlato formale e negli scritti controllati: visto che la reazione dei parlanti è notevole, infatti, e considerando che tale reazione conta nella valutazione degli errori, è meglio non scrivere ma però e limitarlo solo alle conversazioni fra amici (o contesti simili). Questo non vuol dire, però, che la condanna non sia eccessiva.


Anche Dante Alighieri ha scritto ma però!

Perché, se non si può usare in situazioni così altolocate, allora la condanna è da giudicare esagerata? Ve lo spieghiamo subito: la possibilità di usare sia ma sia però dipende dalla duplice sfumatura di significato che la prima congiunzione avversativa può assumere nei vari contesti; già affrontata in tutti i suoi aspetti in questo approfondimento che vi invitiamo a leggere, la questione può essere ulteriormente approfondita, citando lo stesso Dante Alighieri, padre della lingua e della letteratura italiana, che utilizzò entrambe le congiunzioni nella sua Commedia:
    Lo caldo sghermitor sùbito fue;
    ma però di levarsi era neente,
    sì avieno inviscate l'ali sue
    [Inferno, XXII, 143]

    Inferno. Canto XXII. Ottavo cerchio. Quinta bolgia. Mancano dodici canti alla fine della prima cantica e Dante punisce i barattieri: come la loro arte fu vischiosa e nera, così ora nella pece vischiosa, nera e bollente, scontano il loro peccato. Nessun peccato, però, dovrete scontare voi se, parlando con qualcuno di vostra conoscenza, doveste dire ma però: procedete tranquillamente e rispondete per le rime a chi vi muoverà qualsiasi tipo di critica!

    La foto è tratta da Pixabay.com





    1 commento:

    1. Non esiste alcuna ragione linguistica che possa spingere a ritenere "ma però" un "errore" (come peraltro avete chiarito in un altro ottimo post). La sola spiegazione è che generazioni di maestre, per motivi stilistici (?), hanno erroneamente sostenuto questa tesi.
      Se vi serve qualche nome da aggiungere a Dante potete cominciare con Manzoni: lo usa tre volte nei PS.

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