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“Ma però” si può dire? Lo scriveva anche Dante Alighieri


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“Ma però” si può dire, ma non si può scrivere, e comunque, anche nel primo caso il suo utilizzo va limitato ai soli contesti informali; è indubbio, infatti, che in un compito in classe o in una corrispondenza via e-mail con estranei, per esempio, va assolutamente evitato; la condanna, quindi, è eccessiva, ma non nei contesti controllati. La possibilità di utilizzare sia "ma" sia "però" dipende dalla duplice sfumatura di significato che la prima congiunzione avversativa può assumere.

Già dibattuta in un approfondimento, la questione può essere ulteriormente approfondita, sottolineando che lo stesso Dante Alighieri, padre della lingua e della letteratura italiana, utilizzò entrambe le congiunzioni nella sua Commedia:
Lo caldo sghermitor sùbito fue;
ma però di levarsi era neente,
sì avieno inviscate l'ali sue
[Inferno, XXII, 143]

Inferno. Canto XXII. Ottavo cerchio. Quinta bolgia. Mancano dodici canti alla fine della prima cantica e Dante punisce i barattieri: come la loro arte fu vischiosa e nera, così ora nella pece vischiosa, nera e bollente, scontano il loro peccato.



1 commento:

  1. Non esiste alcuna ragione linguistica che possa spingere a ritenere "ma però" un "errore" (come peraltro avete chiarito in un altro ottimo post). La sola spiegazione è che generazioni di maestre, per motivi stilistici (?), hanno erroneamente sostenuto questa tesi.
    Se vi serve qualche nome da aggiungere a Dante potete cominciare con Manzoni: lo usa tre volte nei PS.

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