Tema sul bullismo nelle scuole e sul cyberbullismo in Italia, cause e soluzioni di un problema sempre più serio



Tema svolto su bullismo nelle scuole e cyberbullismo: quali cause sottese e quali soluzioni?


foto di bulli e vittime
Questo tema svolto sul bullismo e sul cyber bullismo è rivolto ai ragazzi delle scuole medie e a quelli delle scuole superiori, però con una semplice raccomandazione: per essere credibili alle scuole medie, e cioè per far capire al vostro insegnante che non avete copiato, dovreste cercare di semplificare il lessico, qualora lo riteniate troppo ricercato per voi (se invece siete molto bravi e l'insegnante sa che il vostro modo di parlare è questo, beh, lasciate pure tutto così com'è); le parole usate e il modo in cui vi esprimete, infatti, sono la prima spia del vostro livello d’italiano, e, se un insegnante si accorge che avete usate un lessico che non vi appartiene, sicuramente inizierà a farsi qualche domanda e potrebbe mettervi in difficoltà.

La traccia su bullismo e sul cyber bullismo da cui partiamo è ovviamente generica, proprio perché vogliamo fornirvi un elaborato che vi permetta di affrontare non solo una ma più verifiche: è chiaro, però, che ogni traccia presuppone un certo tipo di struttura e che quindi, oltre a copiare, dovrete capire cosa state copiando e fare controlli qua e là per vedere se state uscendo fuori traccia o meno. 

Vi ricordiamo, infine, che i nostri temi svolti seguono le indicazioni che vi abbiam dato su come si svolge un tema senza farsi prendere dal panico: provatele a leggere e a farle vostre, perché sicuramente vi torneranno utili. Ma veniamo alla traccia su bullismo e cyber bullismo:

Negli ultimi anni sembrano essere aumentati gli episodi di bullismo nelle scuole e nelle strade tra ragazzi di tutte le età e di varia estrazione sociali: non solo episodi motivati da omofobia o razzismo, ma anche pretestuosi, a testimonianza del fatto che studenti, e adolescenti in generale, vogliono sentirsi superiori e parti integranti del gruppo ricorrendo a insulti, offese e scontri fisici. Sviluppa la traccia, soffermandoti sulle possibili cause del bullismo e sulle eventuali soluzioni che le istituzioni – famiglia, scuola e governo – dovrebbero adottare per fermare questo sconvolgente fenomeno, anche in riferimento a ciò che accade nel Web e nei social network. 

Introduzione al tema su bullismo e cyber bullismo

Come vedete, il tema sul bullismo e sul cyber bullismo può essere svolto facilmente a partire da questa traccia: le dritte sono tante e quindi, una volta partiti con una buona introduzione, difficilmente non riuscirete a portare a termine l’elaborato. Veniamo subito al dunque.

Da Nord a Sud, le scuole e le strade italiane stanno diventando i principali centri di diffusione del bullismo: episodi di vergognosa violenza hanno fatto scalpore e contraddistinto le messe in onda di telegiornali, trasmissioni televisive e stampa in generale, fino a che il problema non è diventato a tal punto assillante da spingere governo e scuola a riflettere e intervenire con fermezza. 

Il bullismo è un fenomeno senz’altro complesso, alla diffusione del quale concorrono innumerevoli fattori: l’esigenza di essere al centro dell’attenzione; la necessità di far gruppo e di mostrare la propria (finta) forza aggredendo i più deboli (che talvolta sono tali solo perché soli); esistono, insomma, tanti e tali sfaccettature che risulta impossibile elencarle tutte senza dimenticarne qualcuna, facendo torto a chi, purtroppo proprio a causa di questo movente o motivo sotteso, ha perso la vita o è stato umiliato nei modi più riprovevoli.

Lo sviluppo del tema sul bullismo nelle scuole (e non solo)

Vediamo subito come continua il nostro tema svolto: abbiamo introdotto l'argomento rifacendoci alla traccia e adesso è ora di svilupparlo nei suoi punti salienti.

In comune, però, tutte queste motivazioni hanno sicuramente qualcosa: la solitudine, per esempio; l’assenza delle famiglie, che forse va spiegata meglio come assenza di una buona e giusta educazione da parte di madri e padri, talvolta divorziati; e che dire della situazione in cui versa la scuola? Più che attribuire agli insegnanti colpe che forse non esistono – non nella maggior parte dei casi, almeno –, tali colpe andrebbero attribuite al sistema e anche ai genitori stessi: pensate soltanto alle tante giustificazioni che deve dare un insegnante quando decide di bocciare un allievo o quando è convinto di mettergli una nota. Non può essere solo un luogo comune: è vero che i genitori tendono ad essere più amici dei figli che sostenitori dell’insegnante (anche se poi tutto dipende dal singolo docente e dall’approccio alla classe e al singolo studente).

Il quadro che emerge è sconfortante: l’adolescente cerca di uniformarsi a un gruppo, magari spinto anche dalla voglia di apparire fomentata dai social network, compiendo atti di bullismo di vario tipo, talvolta non per forza a sfondo omofobo o razzista (i telegiornali, per esempio, hanno mandato in onda news su ragazzine che picchiano altre ragazze per i motivi più banali, e dunque per il semplice gusto di essere al centro dell’attenzione). Un motivo dietro a ogni atto di bullismo c’è senz’altro, ma molto spesso riesce difficile trovarlo e comunque è da ricondurre tutto alla mancanza di educazione ed empatia.

Bambini e adolescenti bulli sono lo specchio di una gioventù lasciata sola a se stessa, con genitori che talvolta non hanno tempo per educare davvero, tra lavoro e impegni personali (purtroppo), e strumenti che stanno sostituendo pian piano la bellezza dello stare a tavola e dialogare e confrontarsi: non è una condanna ai social network, che sono una delle invenzioni più belle e utili dei nostri anni, ma una critica al loro uso distorto e spregiudicato; capita, per esempio, che i genitori non sappiano cosa fanno i loro figli su Facebook, anche se questi sono ancora adolescenti: è vero che anche prima dell’avvento di Facebook con gli SMS era facile nascondere qualsiasi cosa, ma è anche vero che, per loro natura, i social network sono il regno della velocità e dell'immediatezza e hanno un impatto molto più profondo sulla vita di ognuno (e forse dovremmo parlare anche di social app come WhatsApp, oppure di community in generale: pensate ad Ask.fm, tempo fa balzato agli onori della cronaca per gli innumerevoli episodi di cyber bullismo registrati).

L’assenza del dialogo, da cui deriva senz’altro la costruzione dell’educazione, e l’impotenza dei genitori dinanzi ai nuovi media, sono senz’altro fra le cause principali della diffusione del bullismo: un ragazzo ben educato, cresciuto con sani principi, forse può sbagliare, come tutti, del resto; difficilmente, però, si renderà protagonista di episodi davvero incresciosi. Se parliamo di omofobia e razzismo, poi, l’educazione assume un peso ancor più importante, forse opprimente: un bullo può darsi che sia stato educato benissimo, ma che, per un motivo o per l’altro, si sia trovato a fare cose di cui magari si è pentito; dunque potremmo anche non addossare colpe ai genitori. Cosa possiamo dire, invece, dei bulli omofobi e razzisti? Chi è che non ha insegnato a un ragazzino a non discriminare nessuno per razza, religione, orientamento sessuale etc? Da questo bisognerebbe ripartire per sconfiggere il bullismo: non dalla condanna ai social network, ma da un esame di coscienza che tutti dovrebbero farsi, perché non è sempre lo stato la causa di tutti i mali. 

Il bullismo non è un’invenzione dei nostri giorni: gli atti di prevaricazione sono sempre esistiti e non è certo solo in questi anni che sentiam parlare di ragazzi che si picchiano o si offendono; il problema, però, oggi si è accentuato per via dei nuovi strumenti che gli adolescenti hanno a disposizione, e con i quali pensano di poter fare qualsiasi cosa: pubblicare foto di un certo tipo, insultare pubblicamente, criticare in maniera dura, spifferare ai quattro venti segreti che mettono in difficoltà amici e conoscenti; insomma, è come se non si avesse consapevolezza del mezzo di diffusione con cui si sta avendo a che fare: ed è proprio su questo che i genitori, oltre ad educare i figli a prescindere, dovrebbero intervenire. Ma come possono farlo se molto spesso non sanno neanche accendere un Personal Computer e non hanno la più pallida idea di cosa sia Facebook? Il cyber bullismo non può che essere combattuto in questo modo, e le premesse – come si è visto – non sono certo rosee.

Tema su bullismo e cyber bullismo: la conclusione

Come avrete senz'altro notato, il nostro tema sul bullismo nelle scuole e sul cyber bullismo in Italia si è concentrato soprattutto sulle cause del problema, e dunque sul rapporto fra genitori e figli: la conclusione del tema non potrà che richiamare l'argomento. Eccola qui:
Oggi, insomma, la società ha dinanzi a sé una serie innumerevole di sfide – soprattutto la società italiana che è indietro su parecchi temi rispetto al resto dell’Europa e del mondo –: non può essere accollato tutto allo stato, che in alcuni casi può intervenire solo in modo sanzionatorio e non preventivo; ma è un cambiamento alla base che va messo in moto: un cambiamento che deve coinvolgere genitori e insegnanti, affinché ragazzini e adolescenti, pur avendo l’esigenza di sentirsi forti e parti di un gruppo, e quindi pur mostrandosi tali facendo bullismo, vengano indirizzati verso altre strade e verso altri modi di fare. Solo così tutto il nostro sistema potrà cambiare e solo così potremo assistere a sempre meno episodi di violenza tra giovani. 


Adesso avete a disposizione un tema svolto sul bullismo e sul cyber bullismo: leggetelo attentamente prima di proporlo, poiché la traccia potrebbe essere leggermente diversa e bisogna anche saper copiare, no?

La foto è tratta da Pixabay.com


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