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"Che” pronome relativo: soggetto o complemento oggetto? [ESERCIZI]

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Il “che” pronome relativo può avere sia la funzione di soggetto sia quella di complemento oggetto, e non va assolutamente utilizzato con altre funzioni, se non in quei casi aventi attestazioni letterarie alle spalle. "Il giorno che ti ho visto", per esempio, sarebbe da considerare una frase errata, perché "che" sostituisce "in cui" e assume, quindi, valore temporale - si tratta, in questo caso, di “che polivalente” -; essendo presenti costrutti del genere in letteratura, però, questo "che" non va considerato errore.

In questa sede ci occuperemo della funzione logica del “che” pronome relativo: quando è soggetto e quando, invece, complemento oggetto? Partiamo dal seguente esempio:

(A) La giacca che mi hai comprato è orribile

dove "che" sostituisce "la giacca"; se non lo avessimo utilizzato, infatti, avremmo avuto due frasi:

(A1) La giacca è orribile
(A2) La giacca che mi hai comprato

Fatta questa doverosa premessa, esiste un modo per capire se "che" è soggetto od oggetto: bisogna analizzare la frase che viene introdotta dal "che", quindi "mi hai comprato" ("è orribile", infatti, è legato a "la giacca"); se in questa figura già un soggetto, "che" sarà complemento oggetto; se, invece, il soggetto è assente, allora sarà il "che" ad assumerne la funzione.

Nel caso presentato, la frase "che mi hai comprato" ha come soggetto sottinteso "tu": non ci resta che concludere che il pronome relativo ha funzione di complemento oggetto.